Posts Tagged ‘würstel’

Spuntino a Glorenza

21 maggio 2008

Chi si trovasse a passare per Glorenza (Glurns), bella cittadina della Val Venosta cinta da mura in perfetto stato di conservazione, potrebbe placare i morsi dell’appetito addentando in un Imbiss sulla strada gli squisiti würstel di Karl Telfser. Me lo ha comunicato lui stesso poco fa su mia richiesta. Mi ero accorto, infatti, che nel post a lui dedicato mancava quest’informazione essenziale. D’altronde, anche chi passa nel suo negozio di Merano può assaggiare würstel e speck prima di comprarli, perché la filosofia della casa è contraria alla vendita a scatola chiusa.

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Il re dei Meraner

5 maggio 2008

Mi ha dato il suo indirizzo una persona che se ne intende: Karin Huber, fiduciaria Slow Food di Merano. incontrarlo è stato molto utile oltre che piacevole. Karl Telfser fa il macellaio da quando aveva 14 anni e, ora che ne ha 43, ha un fornitissimo negozio a Merano, in Salita alla Chiesa 5. Si è diplomato Metzgermeister (maestro macellaio) a 21 anni nella super-scuola professionale di Landshut, la Bayerische Fleischerschule. È la persona giusta per rispondere alle domande create dalla visita all’Imbiss di Bolzano (vedi terzultimo post).

«Gli Imbiss (chioschi) con i würstel sono relativamente recenti in provincia di Bolzano. Risalgono agli anni Trenta. Prima non esistevano, perché qui i würstel proprio non si facevano, non essendo disponibile la tecnologia necessaria. I nostri nonni producevano Bauernhauswurste (salsicce di casa del contadino) con impasti a grana molto più grossa e poi le affumicavano e le mangiavano con contorno di crauti. Non per strada, ma in Gaststätte (trattorie) dove si consumava piuttosto velocemente. Altri piatti tipici erano il Gulasch con Knödel, il brodo con crostini di milza fritti, lo Herrengröstl, patate lessate, poi saltate in padella con strutto, cipolle e fettine di carne».

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Un Meraner a Bolzano

4 maggio 2008

Alpi? E Alpi siano. Dal Nord lumbard mi sposto all’Est südtiroler, questa volta in compagnia di moglie e figlia, entusiaste (loro malgrado) del mio progetto di scavo gastronomico. Prima tappa, Bolzano. Arriviamo di venerdì, poco prima dell’una, orario canonico per un assaggio.

Il sole picchia sulla cattedrale di piazza Walther von der Vogelweide, sulle nostre teste e sulle variopinte bancarelle di piazza delle Erbe. Frutta, verdura, salumi e formaggi sono disposti come gioielli. Di pane, ci sono decine di tipi in mostra nella bancarella del Bozner Brot, pane di Bolzano, e fanno tutti quanti molta gola.

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