Posts Tagged ‘Meraner’

Cesena. Il Festival del Cibo di Strada

30 settembre 2008

Ebbene sì. Non potevo mancare. Intanto, si presentava il mio libro, poi, perché in una sola piazza si sono concentrati i sapori stradali di mezzo mondo. Lo confesso, è stata un’orgia di assaggi che ricorderò a lungo.

Tutto è cominciato dalla Cerina, mitica osteria di San Vittore con b&b, nei pressi di Cesena. Arrivo con mia moglie alle sette e mezzo, in una serata di tregenda. Per fortuna c’è la signora Graziella Dallara: «Prendete una tazza di brodo? Con questo tempo…». Difficile rifiutare. Anche perché dopo poco, ci accorgiamo che nel brodo nuotano numerosi cappelletti, fra i migliori che abbia mai mangiato. È giocoforza: la tazza si trasforma in due ampi piatti fondi. E per concludere lo spuntino, triangoli di piadina da condire con ricotta e savor, un’ottima mostarda di frutta non piccante, arricchita anche con le nocciole

Trasferitici a Cesena, raggiungiamo piazza della Libertà, occupata in buona parte da un unico grande stand rettangolare, su tre lati del quale si aprono più di venti banchi, allegramente mescolati. Genova era accanto alla Dalmazia, che confinava con Napoli, inopinatamente contigua al Kurdistan, attaccato a Manfredonia, alla quale seguivano Bangkok, Cesenatico, Merano e così via. Dalla parte opposta Firenze, Palermo, Perù, India, Messico, Grecia, Marocco, eccetera; una vicinanza che scalda il cuore in questi tempi cupi di diffidenza.

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Il re dei Meraner

5 maggio 2008

Mi ha dato il suo indirizzo una persona che se ne intende: Karin Huber, fiduciaria Slow Food di Merano. incontrarlo è stato molto utile oltre che piacevole. Karl Telfser fa il macellaio da quando aveva 14 anni e, ora che ne ha 43, ha un fornitissimo negozio a Merano, in Salita alla Chiesa 5. Si è diplomato Metzgermeister (maestro macellaio) a 21 anni nella super-scuola professionale di Landshut, la Bayerische Fleischerschule. È la persona giusta per rispondere alle domande create dalla visita all’Imbiss di Bolzano (vedi terzultimo post).

«Gli Imbiss (chioschi) con i würstel sono relativamente recenti in provincia di Bolzano. Risalgono agli anni Trenta. Prima non esistevano, perché qui i würstel proprio non si facevano, non essendo disponibile la tecnologia necessaria. I nostri nonni producevano Bauernhauswurste (salsicce di casa del contadino) con impasti a grana molto più grossa e poi le affumicavano e le mangiavano con contorno di crauti. Non per strada, ma in Gaststätte (trattorie) dove si consumava piuttosto velocemente. Altri piatti tipici erano il Gulasch con Knödel, il brodo con crostini di milza fritti, lo Herrengröstl, patate lessate, poi saltate in padella con strutto, cipolle e fettine di carne».

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Un Meraner a Bolzano

4 maggio 2008

Alpi? E Alpi siano. Dal Nord lumbard mi sposto all’Est südtiroler, questa volta in compagnia di moglie e figlia, entusiaste (loro malgrado) del mio progetto di scavo gastronomico. Prima tappa, Bolzano. Arriviamo di venerdì, poco prima dell’una, orario canonico per un assaggio.

Il sole picchia sulla cattedrale di piazza Walther von der Vogelweide, sulle nostre teste e sulle variopinte bancarelle di piazza delle Erbe. Frutta, verdura, salumi e formaggi sono disposti come gioielli. Di pane, ci sono decine di tipi in mostra nella bancarella del Bozner Brot, pane di Bolzano, e fanno tutti quanti molta gola.

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