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Lucca. Corto circuito

3 giugno 2009

Ricordate l’ordinanza del sindaco di Lucca? Metteva al bando dal centro storico le nuove rivendite di kebab a vantaggio della cucina tradizionale del luogo. Sicuramente non potete aver dimenticato la disputa fra gli “antichi” e i “moderni” suscitata dalle maliziose e maldestre interviste di Striscia la notizia.

Bene: la coppia di gastroscrittori più trendy del momento, Maffi&Pagano, si è recata a Lucca dove ha testato Grano Salis, un locale nuovista, e Puccini Kebab, insomma, due rappresentanti delle bestie nere del sindaco. In più Maffi&Pagano hanno fatto recensire dal proprietario delle rivendite di kebab alcuni piatti del locale nuovista. Un bel corto circuito.
Trovate il post su Papero Giallo, il blog di Bonilli, che fino adesso, per quanto mi consta, aveva avuto solo la firma dell’ex-direttore del Gambero Rosso. Notizia clamorosa anche questa, nel piccolo grande mondo dei gourmet italiani.

Lucca. Divieto di cibo di strada

9 marzo 2009

Un’amica mi chiede: che ne pensi di Lucca? Per chi non lo sapesse, alla fine di gennaio il sindaco di Lucca ha bandito i cibi di origini diverse da quella autoctona al centro della sua città. Come dire, niente kebab, niente sushi, niente würstel, niente paella. A proposito c’è un bel post sul blog di Paolo Marchi.

Presumo che nelle intenzioni del sindaco ci sia la difesa della purezza gastronomica del suo territorio. Se fosse coerente fino in fondo, intra moenia dovrebbe abrogare anche il pomodoro, il mais, il cioccolato e altre decine d’ingredienti che siamo abituati a considerare “nostri”.

La verità è che l’incontro con l’altro ha fatto sempre procedere non solo la cucina, ma anche la cultura. W il meticciato, W Chef Kumalé! Chi è fiero delle sue radici non va ad estirpare quelle altrui, le rispetta come le proprie. Il protezionismo è una ben misera arma. E poi non serve.

Se il provvedimento lucchese nasce dalle difficoltà dei ristoratori locali, la risposta potrebbe essere un sostegno con politiche adeguate, perché le tradizioni gastronomiche del territorio sono una ricchezza e come tale vanno preservate. In ogni caso, il sistema migliore non è quello di buttare fuori lo “straniero”, anch’egli apportatore di ricchezza sotto forma di diversità.

Poi, pensateci un attimo: se in giro per il mondo si diffondesse lo stesso atteggiamento xenofobo nei confronti dei non pochi ristoratori italiani all’estero, la cosa non ci farebbe un gran piacere. E piacerebbe ancor meno al sindaco di Lucca, che dovrebbe trovar loro una sistemazione in città.

PS

Mi sono rinfrescato la memoria frugando su Internet e ho trovato un paio di dichiarazioni del sindaco. Non ce l’ha solo con quello che definisce cibo “etnico”, ma in generale con tutto il cibo di strada. Anche le pizze a taglio sono vietate, perché chi le compra, tende a mangiarle in giro, magari – orrore – seduto sulla gradinata di una chiesa. Mi chiedo, sarà permesso ai bambini di Lucca mangiare un gelato mentre passeggiano?