Posts Tagged ‘gyros-pita’

Cesena. Il Festival del Cibo di Strada

30 settembre 2008

Ebbene sì. Non potevo mancare. Intanto, si presentava il mio libro, poi, perché in una sola piazza si sono concentrati i sapori stradali di mezzo mondo. Lo confesso, è stata un’orgia di assaggi che ricorderò a lungo.

Tutto è cominciato dalla Cerina, mitica osteria di San Vittore con b&b, nei pressi di Cesena. Arrivo con mia moglie alle sette e mezzo, in una serata di tregenda. Per fortuna c’è la signora Graziella Dallara: «Prendete una tazza di brodo? Con questo tempo…». Difficile rifiutare. Anche perché dopo poco, ci accorgiamo che nel brodo nuotano numerosi cappelletti, fra i migliori che abbia mai mangiato. È giocoforza: la tazza si trasforma in due ampi piatti fondi. E per concludere lo spuntino, triangoli di piadina da condire con ricotta e savor, un’ottima mostarda di frutta non piccante, arricchita anche con le nocciole

Trasferitici a Cesena, raggiungiamo piazza della Libertà, occupata in buona parte da un unico grande stand rettangolare, su tre lati del quale si aprono più di venti banchi, allegramente mescolati. Genova era accanto alla Dalmazia, che confinava con Napoli, inopinatamente contigua al Kurdistan, attaccato a Manfredonia, alla quale seguivano Bangkok, Cesenatico, Merano e così via. Dalla parte opposta Firenze, Palermo, Perù, India, Messico, Grecia, Marocco, eccetera; una vicinanza che scalda il cuore in questi tempi cupi di diffidenza.

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Gustosa Grecia

4 aprile 2008

dscn2623.jpgQuesto venditore di koulouri, ciambellone al sesamo, staziona ad Atene, nella centralissima via Ermou. Ci sono stato di recente per una piccola vacanza. Nella bancarella ho preso una ciambella intrecciata che, ahimé, aveva un che di muffa. In compenso, in una piazza Monastiraki resa caotica dai lavori in corso, ho avuto un incontro ravvicinato con un’ottima gyros-pita.

Per chi non lo sapesse, è la variante greca del döner kebap turco: un pane piatto, circolare (12-15 cm di diametro), che si arrotola intorno a un ghiotto ripieno il cui ingrediente principale sono i gyros, bocconcini di carne, tagliati da una montagna di fette di maiale sovrapposte, condite con spezie e intervallate talvolta da peperoni, che girano (ecco il perché del nome) infilzate su uno spiedo verticale. A completare il tutto pomodori, insalata, cipolle e una generosa cucchiaiata di tzatziki (yogurt di pecora con cetrioli, aglio, aneto e limone). La gyros-pita provata a Monastiraki era ottima, tanto da richiedere un bis. E dà assuefazione, perché già mi manca.

Passeggiando per via Adrianou, che costeggia il giardino dell’antica Agorà, in vista della stazione Thisio del metrò mi sono imbattuto nel carrettino di un venditore di semi di ogni genere. Pistacchi, ovviamente, che sono l’orgoglio della vicina isola di Egina, ma anche qualsiasi altro tipo di seme edibile. Ce ne sono di sfusi e già confezionati in pacchettini bianchi di carta. Più avanti c’è un produttore di pop-corn – vi ricordate i vecchi chioschi dei luna-park? – con la sua vetrina piena di gonfie nuvolette bianche. Procedendo per il parco che gira attorno all’Acropoli, si incontrano almeno tre venditori di pannocchie abbrustolite e caldarroste. Il paradiso del cibo di strada.