Posts Tagged ‘Francesco Biasi’

Saporìe, tripudio di assaggi

2 ottobre 2009
Gianpiero Giordani (in maglietta azzurra), l'organizzatore di Saporìe, con l'agguerritissima squadra di Mercato Saraceno

Gianpiero Giordani (in maglietta azzurra), l'organizzatore di Saporìe, con l'agguerritissima squadra di Mercato Saraceno

Il mio solo rimpianto è quello di esserci rimasto per poche ore. Era umanamente impossibile assaggiare le oltre 85 specialità offerte dai numerosi banchi siciliani, campani, emiliani e romagnoli di piazza della Libertà a Cesena. Dovevo restar lì almeno per quattro pasti per riuscirci e invece domenica 27 settembre ho dovuto accontentarmi di Penne alla Norma e Mpanate dal banco Catania/Siracusa; Mangiamaccheroni e Babà dal banco napoletano di Antonio Tubelli; Guson fret (crescione fritto) e Piadina con squacquerone e fichi caramellati di Mercato Saraceno (FC), Pesce fritto al cono di Cesenatico, Zambudello (salsiccia matta aromatizzata), Schiaccina fritta e Pan Santo di Bagno di Romagna, annaffiati da un paio di bicchieri di Vigna del Gelso 2008, il Sangiovese di Romagna Superiore della Cantina Braschi, e conclusi da un caffè Huehuetenango preparato alla turca dal papà di Enrico Maltoni, celebre collezionista di macchine da caffè.

Tutto buonissimo, naturalmente, come sempre accade nelle manifestazioni orchestrate da Gianpiero Giordani. Esistono, però, i gusti personali, e allora non posso esimermi da ricordare con commozione le soffici Mpanate al salame, il gustosissimo piatto di Mangiamaccheroni – vermicelloni cotti in brodo e mantecati in padella con formaggio –, il celestiale Guson fret con ripieno di verdure e l’archetipo della salsiccia, lo Zambudello all’aglio.

Venire a Cesena è stata l’occasione per rivedere Leonardo Torrini, grande trippaio fiorentino che sembra un moschettiere, qui in vacanza come anche Francesco Biasi, anima della condotta Slow Food di Valle d’Itria (BA), espertissimo di bombette, Antonio Tubelli, che mi ha concesso un po’ del suo tempo tra un fornello e l’altro, e naturalmente l’ospitalissimo padrone di casa, Gianpiero, che in quest’occasione mi ha fatto conoscere Romano Lucchi, animatore dell’associazione Band Selvaggia di S. Romano di Mercato Saraceno, già ristoratore professionista e autore del magnifico guson fret e della piadina da dessert.

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Cesena. Il Festival del Cibo di Strada

30 settembre 2008

Ebbene sì. Non potevo mancare. Intanto, si presentava il mio libro, poi, perché in una sola piazza si sono concentrati i sapori stradali di mezzo mondo. Lo confesso, è stata un’orgia di assaggi che ricorderò a lungo.

Tutto è cominciato dalla Cerina, mitica osteria di San Vittore con b&b, nei pressi di Cesena. Arrivo con mia moglie alle sette e mezzo, in una serata di tregenda. Per fortuna c’è la signora Graziella Dallara: «Prendete una tazza di brodo? Con questo tempo…». Difficile rifiutare. Anche perché dopo poco, ci accorgiamo che nel brodo nuotano numerosi cappelletti, fra i migliori che abbia mai mangiato. È giocoforza: la tazza si trasforma in due ampi piatti fondi. E per concludere lo spuntino, triangoli di piadina da condire con ricotta e savor, un’ottima mostarda di frutta non piccante, arricchita anche con le nocciole

Trasferitici a Cesena, raggiungiamo piazza della Libertà, occupata in buona parte da un unico grande stand rettangolare, su tre lati del quale si aprono più di venti banchi, allegramente mescolati. Genova era accanto alla Dalmazia, che confinava con Napoli, inopinatamente contigua al Kurdistan, attaccato a Manfredonia, alla quale seguivano Bangkok, Cesenatico, Merano e così via. Dalla parte opposta Firenze, Palermo, Perù, India, Messico, Grecia, Marocco, eccetera; una vicinanza che scalda il cuore in questi tempi cupi di diffidenza.

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