Archive for the ‘Altre esperienze gastronomiche’ Category

Bauli mangia Motta? La notizia vale un blog

4 giugno 2009

L’avvio delle trattative per l’acquisizione dei marchi Motta e Alemagna da parte di Bauli, leader di mercato di dolci natalizi, è una notiziona. Tanto che mi son deciso ad aprire un blog dedicato all’altro mio argomento del cuore: il panettone.

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Cibo, arte e potere

21 gennaio 2009

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Che il cibo sia un’importante forma di cultura è pacifico. Talvolta è proprio fonte dì ispirazione per opere d’arte, come la celebre natura morta Canestra di frutta di Caravaggio. Tutt’altro che morta, però, è la “natura” evocata  in Foodpower, performance che  Franca Formenti propone  a Bologna, domenica 25 gennaio alle 21, presso il Museo della musica, Palazzo Sanguinetti, Strada Maggiore 34. Ingresso libero.

È una natura viva come il nostro presente quella che Foodpower indaga, con immagini, parole ed opere che raccontano il potere del cibo nel mondo. Detta così, potrebbe sembrare uno sterile ragionamento sui massimi sistemi. E invece, no. Se ci andate a stomaco vuoto, come esplicitamente richiesto a tutti i partecipanti, cambierete idea. Raramente avrete occasioni più gustose per riflettere con la testa – e con lo stomaco – sul problema dei problemi.

Altro che Buco

17 gennaio 2009
Lo chef Giuseppe Aversa

Lo chef Giuseppe Aversa

Scricchiolano le giunture di falangi e falangette, si ricollegano faticosamente le sinapsi, l’occhio mette a fuoco i pixel ed ecco che ritorno, dopo una vita, a scrivere sul blog. Ancora una volta si tratta di un off topic. Perché? Cibi di strada, nel periodo natalizio, ne ho visti veramente pochi. In compenso durante un’incursione sorrentina ho visitato un ristorante che avrei già dovuto conoscere, e che invece era sfuggito al mio carnet: il Buco.

Passo indietro. Il 25 novembre, ancora stravolto per Re Panettone, grazie al quale ho perso 4 chili, ho avuto il piacere di conoscere lo chef Giuseppe (Peppe) Aversa sul set de La cucina di Natale, trasmissione di Gambero Rosso Channel alla quale eravamo stati entrambi invitati, per parlare con Francesca Barberini delle specialità natalizie partenopee. Lui, però, non si è limitato a parlarne; ci ha anche fatto assaggiare struffoli, baccalà con insalata di rinforzo, ziti al ragù, capitone arraganato e minestra maritata – sì, proprio in quest’ordine, dettato da bizzarre esigenze tv. Piatti così interessanti e puliti, da indurmi a inserire il suo ristorante tra le tappe obbligatorie del mio Natale sudista.

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Re Panettone. Un successo lievitato naturalmente

7 dicembre 2008
Foto Mourad Balti Touati

Foto Mourad Balti Touati

Ci sono volute ben due settimane perché tornassi a potermi permettere di scrivere un post. Re Panettone ha avuto numerose code organizzative, per altro non ancora concluse, ma ben venga. Come sa chi ha sfogliato i giornali, è stato un bel successo, superiore alle aspettative (a proposito: ancora grazie al Comune di Milano, al Molino Dallagiovanna e a Corman Italia, sostenitori dell’evento, nonché a X-Novo, Novotel, Hausbrandt, sponsor tecnici e a Radio Lombardia, media partner).

Ecco l’elenco dei pasticcieri partecipanti:

1    Busato, Isola della Scala (VR)
2    Caprice (Camplone), Pescara
3    Comi,  Missaglia (LC)
4    Cristalli di zucchero (Rinella), Roma
5    Cucchi, Milano
6    De Riso, Tramonti (SA)
7    Grossi, Milano
8    I quattro mastri (Calarco), Milano
9    La Boutique del dolce (Zoia), Concorezzo (MB)
10    Loison, Costabissara (VI)
11    Lombardi,  S. Paterniano di Osimo (AN)
12    Martesana (Santoro), Milano
13    Morandin, Saint-Vincent (AO)
14    Natale, San Cesario (LE)
15    Nuovo Mondo (Sacchetti), Prato
16    Pepe, S. Egidio Monte Albino (SA)
17    Pina, Trescore Balneario (BG)
18    Sartori, Erba (CO)
19    Savini, Milano
20    Tomasi, Verona
21    Ungaro, Milano
22    Veneto (Massari), Brescia
23    Zanarini (Masiero), Bologna

I numeri della manifestazione: oltre 10.000 visitatori; oltre 3000 caffè preparati da Hausbrandt, efficientissimo sponsor tecnico (ma il bar era spesso inaccessibile – meglio sarebbe dire invisibile – causa folla eccessiva); oltre 1500 panettoni tagliati per l’assaggio, oltre 1500 panettoni venduti; 23 pasticcieri felici come una Pasqua, nonostante proponessero prodotti natalizi. Di Re Panettone hanno parlato 4 reti tv nazionali (Italia 1, Canale 5, Rai, la 7), 4  locali (Telereporter, Telenova, Telepadania, Telecampione) 3 reti radiofoniche (Radio Popolare, Radio Montecarlo e il media partner Radio Lombardia).

Tutto ciò, grazie a un investimento in comunicazione lillipuziano a fronte della mega-popolazione di Milano. Questo vuol dire che Re Panettone era un evento, più che atteso,  sospirato. Che il tamtam si sia diffuso a macchia d’olio, pardon, di burro chiazzato di canditi e ughett, si deve al fatto che molti milanesi si identificano ancora in questo antico dolce, al punto che un suo assaggio gratuito può spingere ad affrontare mezz’ora di coda all’aperto, in una fredda giornata di novembre.

«Assolutamente soddisfatto di questo numero zero, l’anno prossimo faremo le cose in grande, bilancio permettendo :)». Non l’ho detto io, ma l’Assessore al Turismo Massimiliano Orsatti, grazie al quale la manifestazione ha ottenuto il patrocinio del Comune.

Re Panettone. Milano festeggia il suo dolce

12 novembre 2008

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Con i cibi di strada non c’entra nulla, ma credo valga la pena di andare off topic: finalmente Milano avrà la sua festa del panettone. Ventitré pasticcieri, provenienti da tutt’Italia (il dolce nasce  Milano, ma è così amato, che ormai è preparato in tutto il Paese), vi accoglieranno il 22 e il 23 novembre prossimi al teatro Litta, dalle 11 alle 20. Vi faranno assaggiare gratuitamente le loro creazioni, panettoni artigianali dalla lievitazione impeccabile e dagli aromi preziosi. Se vorrete, potrete acquistarli al prezzo speciale di 18 euro al chilo.

Tra i pasticcieri troverete grandi nomi milanesi come Cucchi, celebri esponenti della pasticceria lombarda come Massari e Zoia. Poi toscani come Sacchetti, veneti come Tomasi, valdostani come Morandin, campani come Pepe e pugliesi come Natale. Vi racconteranno com’è difficile fare un panettone, perché ci vogliono circa trenta ore per prepararlo e coma mai si fa raffreddare a testa in giù. Soprattutto, vi faranno capire quanto può essere buono questo dolce, non sempre apprezzato quanto meriterebbe.

Un enorme grazie all’Assessorato al Turismo del Comune di Milano, agli sponsor Dallagiovanna, Corman Italia, agli sponsor tecnici X-novo, Novotel, Hausbrandt al media partner Radio Lombardia e a tutti gli amici che si sono adoperati per rendere possibile questo sogno.

Rumori e sapori. Nuovo quesito per Zampini

3 ottobre 2008

Massimiliano Zampini, psicologo sperimentale in forza all’Università di Trento, ha vinto uno dei dieci premi Ig Nobel per le ricerche bislacche, conferiti dagli studenti di Harvard insieme alla rivista «Annals of improbable research». Oggetto della sua indagine, condotta in collaborazione con Charles Spence quand’era ancora a Oxford, la percezione delle patatine. Non si tratta però di percezione gustativa o olfattiva, e neppure visiva o  tattile, ma di percezione acustica.

Lo studioso ha scoperto che facendo masticare a una serie di volontari patatine della stessa partita (praticamente identiche), il giudizio su quanto fossero fresche o croccanti veniva influenzato da motivi acustici. Le cavie, infatti, durante l’esperimento ascoltavano in cuffia lo scrocchiare delle patatine sotto i denti. Bastava distorcere il rumore per far variare i giudizi. Questo dimostra quanto la nostra percezione del cibo sia influenzata anche dall’udito.

Azzardo un’ipotesi, riguardante un’altra sorgente sonora. Il rumore di fondo ci distrae, ci confonde. Più forte è, più ottunde le altre percezioni. Quello che produce la strada è piuttosto potente. Sarà per superare la sua intensità che parecchi cibi di strada hanno un sapore molto deciso? Un altro bel quesito per Massimiliano Zampini.

Terremoto al Gambero Rosso

12 settembre 2008

Stefano Bonilli, direttore della più nota rivista enogastro, è stato licenziato. Non possedeva più azioni dell’editoriale che lui stesso ha fondato, come scrive oggi nel suo blog, Papero Giallo, ora su Internet a questo nuovo indirizzo. Riporto la notizia perché, sia pure nel ristretto orticello della ristorazione, è clamorosa.

Panettone d’estate

6 settembre 2008

Apro una parentesi non-di-strada, riguardante un altro oggetto delle mie ricerche gastronomiche. Qualche settimana fa Davide Paolini ha scritto su Sole 24 Ore un articolo sul panettone a Ferragosto. Perché questo squisito dolce si deve poter gustare solo a Natale? Solo perché sarebbe “pesante”? Un tiramisù lo è ancora di più, eppure si mangia in tutte le stagioni. Abbasso i favoritismi, viva il panettone ad agosto! Questo è il suo punto di vista, e sono molti i pasticcieri che l’hanno accontentato.

Nell’elenco riportato dall’articolo di Paolini non compaiono altri artisti che pure hanno accettato la sua sfida: Achille Zoia, il mago della Boutique del dolce di Concorezzo, Monza (tel. 039.604.9251), nonché i valentissimi Giancarlo ed Emanuele Comi di Missaglia, anche loro in Brianza (tel. 039.924.1274). Il Panettone Paradiso di Zoia è un capolavoro innovativo che conosco bene e raccomando a tutti. Quello dei Comi, più vicino alla tradizione, l’avevo provato con gusto anni fa. Loro, conoscendo il mio interesse per questo dolce, mi hanno spedito un esemplare della loro produzione estiva per farmelo assaggiare.
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Riflessioni d’agosto 4 – Alle porte del Sud Tirolo

31 agosto 2008

L’auto saliva e il termometro scendeva: sensazione deliziosa, provenendo da una valle arroventata. Volendo goderci un po’ di fresco e tranquillità, senza rinunciare ai piaceri della tavola, abbiamo cercato un buen retiro in un Sud Tirolo meno glamour della val Venosta, della val Gardena e della val Pusteria. Dobbiamo sentiti ringraziamenti alla guida delle locande Slow Food, che ci ha suggerito la Gasthof Fichtenhof (il sito è solo in tedesco, a breve la traduzione italiana) di Cauria/Gfrill, a 12 km da Salorno e 1299 metri sul mare.

Ingrid Pardatscher ne è la protagonista, affiancata da un ottimo cast: la sorella Uli alla cantina, il fratello Christian ai tavoli e i genitori a dare una mano dove occorre. Ingrid, dicevamo. Parla un ottimo italiano, come tutta la sua famiglia. L’eloquenza, però, non è una questione di pura padronanza linguistica, ma di temperamento, e lei ne possiede a valanga. Simpatia e disponibilità fanno da corollario. Ci ha dato consigli per escursioni turistiche, ha fatto telefonate per trovare buone librerie in zona, ci ha fornito suggerimenti su come trovare 15 kg di mele a 10 euro. E poi ci ha raccontato tante ricette, perché Ingrid è una vera Göttin in cucina.

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Pascal Henry, un gourmet al capolinea

1 agosto 2008

Una notizia meteora apparsa e scomparsa in giornata dal sito corriere.it: Pascal Henry, gourmet e fattorino svizzero, è svanito nel nulla il 13 giugno, durante un pellegrinaggio tutto speciale: il giro dei 68 ristoranti tre stelle Michelin. Ha abbandonato il cappello, l’album delle dediche degli chef e qualche fotografia su un tavolo di El Bulli, il ristorante di Ferran Adrià, e nessuno ne ha saputo più nulla.

Sento profonda vicinanza per questo sconosciuto, disposto a fare molta strada per il cibo, anche se di haute cuisine e non di strada. Riflettendoci su, mi rendo conto che la notizia, in realtà, ne contiene diverse. Innanzitutto l’identità, o per meglio dire, le identità di questo signore.

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