Ottima pesca a Genova

Foto Carlotta Porzio

Un salto a Genova lo faccio sempre volentieri, figuriamoci poi se c’è Slow Fish. Mi ci ha accompagnato mia figlia, sempre più curiosa di cibo e dintorni.
L’appassionato di CdS poteva trovare grande godimento presso gli stand della manifestazione. All’interno ce n’era in particolare uno molto interessante, “Panini d’amare”, dove ho gustato il piatto ritratto nella foto (crostino al sugo di muscoli spezzini, crostino con brandacujòn, marocca di Casola con pesto bianco e bottarga di muggine di Orbetello), ma anche un panino con sepplioline grigliate con limone di Monterosso, e pane, burro e acciughe del Mar Ligure.

All’esterno c’erano sei banchi dedicati specificamente alle cucine di strada:
– Olive all’ascolana ed altre delizie fritte in pastella di Zè Migliori (olive con baccalà e farro, ovoline di mozzarella e cremini, servite da uno Zè ubiquo: era anche in un banco al II piano);
– Sauté di cozze dei Muscolai spezzini, delizioso;
– Cicciarelli di Noli nel cono rituale, che non ho potuto provare perché finiti;
– Frittelle di muscoli (pastella con farina di ceci, vino bianco e burro), nonché di baccalà e spinaci della Friggitoria ligure;
– Farinate de “La Pia” La Centenaria de La Spezia: ho provato quella con lo stracchino, ma ce n’erano anche con muscoli, con cipolle e una bianca –pensate un po’- con la Nutella 😦
– Pizza alla marinara di Enzo Coccia, quella “vera”, che ironia della sorte non ho potuto assaggiare, perché il banco era in pausa. Almeno, però, ho potuto scambiare due parole con il titolare, che ha una pizzeria a Napoli, in via Caravaggio 53-55. Una sua ricerca lo ha portato a scoprire che la pizza alla marinara, oggi preparata con pomodoro, aglio e origano, un tempo prevedeva effettivamente l’aggiunta di “pesce minuto”, come afferma Francesco de Bourcard in Usi e costumi di Napoli e contorni, libro illustrato di metà Ottocento.

Per concludere la giornata una degustazione di sali del mondo, condotta con impeccabile professionalità da Andrea Vaccaro di Saltexpó, una stretta di mano alla grande e snellissima (come fa con tutto quello che cucina? o era una controfigura?) Sigrid Verbert, conosciuta attraverso il suo leggendario blog, e una passeggiata lungo il corridoio dell’ammezzato con l’amico Carlo Casti, anima di Slow Food Lombardia, per guardare dall’alto, a mo’ di GF, l’affaccendarsi di tutto il popolo di Slow Fish.

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