Archive for luglio 2008

I piaceri dell’Adda

28 luglio 2008

Ieri era questo il panorama che avevo sott’occhio, seduto al tavolo da pranzo. Un tavolo ben imbandito che non aveva nulla a che fare con il cibo di strada, anche se il suo rapporto con la strada era molto stretto.

Ero nella veranda del ristorante la Sosta di Cisano Bergamasco, in via Amatore Sciesa, 3. Il nesso con la pubblica via è presto detto: il locale  “esisteva gia nel XII secolo come locanda per i viandanti, con stalle per i cavalli e posteggio per le carrozze”, come narra il suo sito Internet.

Quello che forse non avete messo a fuoco, però, è che questo paesaggio è sfacciatamente letterario. Il paesino si trova tra Lecco e Milano, il fiume è l’Adda e il monte dalla cresta seghettata sullo sfondo è il Resegone. Quando poi Ezio Comi, lo chef, mi ha detto che il suo pescatore di fiducia tiene la barca a Pescarenico, ho temuto che due bravi sbucassero dai locali della cucina per interrogarmi sull’Innominato e sulla Monaca di Monza.

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Firenze non ama gli stomaci deboli

24 luglio 2008

È da qualche settimana che non addento cibi di strada. In compenso, posso attingere al carniere della memoria per descrivere gustosi incontri ravvicinati di qualche mese fa. Un’epifania fiorentina, per esempio.

Quella toscana è una cucina decisa, che non si tira indietro davanti ai sapori forti. Non c’è da stupirsi che il cibo di strada fiorentino per eccellenza sia il lampredotto, ovvero il quarto stomaco bovino. Lo si può trovare in una decina di chioschi al centro della città e in altri della provincia. La sua preparazione prevede una cottura in brodo di verdure e viene degustato come farcitura di un panino.

«I panini sono bolognesi o rosette. Non si usano più i sèmelli». Sono parole di Beatrice Trambusti, la trippaia che avevo incontrato presso il suo banco in via dell’Ariento, angolo via Sant’Antonino, davanti al mercato di San Lorenzo. (more…)

Parma 2. Pesto di cavallo

9 luglio 2008

Passeggiando con Zanz – vi ricordo che la mia escursione parmense è avvenuta più di un anno fa – noto che una caratteristica locale sono le tante macellerie di carne equina. Una espone cartelli: roastbeef, carpaccio, straccetti. Quella in via dei Farnese 3/C, una delle più antiche, purtroppo è chiusa. Il suo ingresso è sovrastato a mo’ d’insegna dalla scultura di una testa di cavallo.

«I cavalli ci piacciono soprattutto da mangiare. Qui l’hamburger si fa con carne equina» mi dice Stefano. «Il pranzo del sabato, quando si va al mercato, spesso si limita a un piatto di pesto di cavallo, che è rapido, essendo null’altro che una tartare».
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Focacce e altri piaceri liguri

7 luglio 2008

Devo ringraziare Carlotta, mia figlia, che aveva voglia di mare, e il caso, che ci ha fatto trovare posto a Chiavari solo una sera invece di due. In questo modo ho scoperto che Ne, cittadina dell’entroterra di Lavagna, ha dei solidi argomenti per attrarre il viandante godologo in cerca di refrigerio.

Attraversato un ponte a Conscenti, frazione del paesino, ci si può inoltrare in un bosco folto di castagni, dove nei periodi giusti si trovano anche i funghi (ovviamente non è possibile prelevarne a volontà; gli appassionati s’informino).

Dopo la passeggiata, ci si può rinfrancare riposando presso la Locanda Barbin, che ha ottime stanze a prezzi molto ragionevoli (66 euro a notte, colazione compresa, per un’ampia stanza per tre, con bagno e terrazzino), ma soprattutto si avvale della  gentilezza della signora Giovanna, un’eccellente padrona di casa. Ai suoi modi squisiti dovete aggiungere il caffè illy e i prodotti del vicino panificio Sanguineti, fra i quali spiccano le focacce.

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Il perché del silenzio

7 luglio 2008

A un mese e sei giorni dall’ultimo post torno finalmente al blog. Nel frattempo non sono rimasto con le mani in mano: ho consegnato all’editore il mio ultimo libro. S’intitola Cibi di Strada, volume I, vale a dire Italia del Nord, Toscana, Umbria, Marche. È il resoconto di un anno e mezzo di viaggi, fatti con lo scopo fondamentale di scoprire appetitose specialità da gustare (quasi sempre) all’aperto, nel loro habitat naturale.

Il libro dovrebbe uscire in autunno, per i tipi di Guido Tommasi, editore in Milano. Incrociamo le dita.