CdS in Baires

Non ho mai visto corso Buenos Aires così affollato come oggi, in occasione della festa per l’Expo del 2015. In questa strada di MIlano è sicuramente palpabile in tutti l’orgoglio di aver vinto la competizione internazionale, ma presumo che a rendere ancora più piacevole la vasca sia la natura delle merci che sono esposte ai lati della strada, riassumibili in una sola parola: cibo.
La stragrande maggioranza dei banchi espone prodotti tipici italiani: formaggi, salumi, mieli, dolci. Ci sono però anche molti che vendono cibi di strada veri e propri, quelli fatti per essere consumati contestualmente all’acquisto.

Spiccano davanti al negozio Conbipel, angolo via Spontini, quattro fornaci che producono farinata. Sono di Silvia Bisoglio e Bruno Ghignone, giovane coppia del Monferrato che gira per fiere. Nonostante l’imponente capacità produttiva dell’apparato, alle tre l’attesa media per avere una porzione di belecauda, come si chiama in Piemonte la farinata, è di un quarto d’ora. I due fanno produrre da un mulino anche farine su loro ricetta, con il marchio Tantì.

Altro banco interessante, quello dei Dorsé di Monzambano (MN). Oltre alle pancette steccate, ai capunsei (gnocchetti di pan grattato e grana) e ai dolci, propongono un pane schiacciato che somiglia molto a una piadina: la fugasì de San Biasi. In occasione della festa del santo, il 3 febbraio, si prepara dolce. Altrimenti gli ingredienti sono farina, acqua, strutto e un po’ di sale. Niente lievito. Da cruda una fugasì pesa 300 g, in cottura perde il 10% del peso. La cottura tradizionale avviene su una griglia sospesa sulla brace. I Dorsé la eseguono con una specie di barbecue rotante semichiuso. Ne hanno uno elettrico e uno a gas. Questo pane accompagna salumi di ogni genere, ma i Dorsé in corso Buenos Aires ci mettono su della porchetta e lo tagliano a spicchi.

Ci sono naturalmente anche banchi esteri. Mi hanno colpito le friggitorie di churros, frittelline a forma di bastoncino allungato di origine spagnola, diffuse molto anche in Sud America. Possono essere vuote, o piene di crema. Hanno la sezione a stella, proprio come le zeppole di San Giuseppe napoletane, che però sono arrotolate a ciambella. Il che mi fa pensare a una derivazione di queste ultime dalla dominazione spagnola.

Deludente, invece, il banco di Cesenatico. Le piadine sono estratte da buste di plastica solo per essere scaldate: sono un banale prodotto industriale, altro che le fantastiche piadine che ho mangiato tempo fa a Cesena. Ma ne parlerò più avanti.

Stanislao Porzio

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2 Risposte to “CdS in Baires”

  1. Gianni Says:

    Qualunquisticamente, verrebbe la tentazione di dire che l’Expo si preannuncia con un grande “magna-magna”. Trattandosi di cibi di strada, per il momento però si può dire che c’è anche grande trasparenza 🙂

  2. Lovie Says:

    You write very well.

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