Anche ciò che conosciamo riserva sorprese. Belle, nel caso di Freni

8 luglio 2011

Innovazione o tradizione? Per quanto mi riguarda, è un falso problema. Quello che vale è la qualità, sia essa frutto di un’invenzione recente, o retaggio di un illustre passato. Prendiamo le gelaterie: a Milano nascono come funghi; degne di nota alcune, come il Gelato Giusto, molto meno interessanti altre, che però grazie a un buon approccio marketing, cartelli informativi e altri effetti speciali fanno grande scena. Voglio attrarre, invece, l’attenzione su una pasticceria-gelateria che, pur essendo ben nota e amata dagli habitué, meriterebbe di essere frequentata da un pubblico molto più vasto per la bontà, la genuinità e la particolarità dei suoi gelati. Sto parlando della Pasticceria Freni, una vera istituzione siculo-milanese.

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Bomboloni in Romagna

20 marzo 2011

Ritorno a scrivere dopo millenni sul blog, grazie alla curiosità di Mario Palotta, che mi chiede notizie sui bomboloni romagnoli. Quello nell’immagine è stato fotografato fresco fresco a Rimini un paio di giorni fa, su mia richiesta, da Rossana Riccardi (a proposito: grazie Ross!).

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Panettone, cibo di strada

16 giugno 2010

Una notizia che sono lieto di pubblicare anche sul mio blog Il panettone: Vittoria Bortolazzo del Gelato Giusto (via S. Gregorio 17, Milano), una fra gli Artisti del gelato, partecipa dal 22 al 27 giugno alla celebrazione del gusto del territorio, proponendo il gelato con Crema al Mascarpone e Panettone di Milano.

Tutto lascia pensare che sia eccellente come gli altri gusti proposti da Vittoria. Aggiungo che il 25 giugno, primo genetliaco della gelateria, verrà ulteriormente festeggiato dalle 15.30 alle 19.00 con l’offerta, in degustazione gratuita, del panettone artigianale della premiata Pasticceria Martesana di Vincenzo Santoro. Un’accoppiata da non perdere.

Luini e il panzerotto milanese

20 febbraio 2010

Luini chiude? Valerio M. Visintin, nel suo post di ieri, dimostra che si tratta di una bufala. Non mi diffondo sull’attendibilità delle notizie nell’era della proliferazione di canali non controllabili come Facebook. D’altronde, questo è il rovescio della medaglia della libertà della rete. Quello che più m’interessa sono i commenti all’articolo di Visintin, che raccontano diverse cose sugli amanti del cibo di strada a Milano e su come nascono le tradizioni. Leggi il seguito di questo post »

Zuppa per la mente a Milano

3 febbraio 2010

Quando si ha fame non si ragiona. Così si dice, anche se Franca Formenti, artista performer, scommette da qualche anno sul contrario. Con il suo progetto Foodpower sta cercando di far riflettere le persone sul cibo, sulla sua importanza, su chi ce l’ha e chi non ce l’ha, e perché.

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Un’appetitosa due giorni toscana

11 gennaio 2010

Nella piazza Cavour di San Giovanni Valdarno (AR), domenica 17 gennaio debutta Cibo in strada show. Cito molto volentieri  da una mail di Indro Neri, uno degli organizzatori:
«Tutto all’insegna della tradizione della cucina popolare. Dalle 10 del mattino alle 20 agli stand saranno offerti panini con la salsiccia piuttosto che la porchetta, l’hamburger di chinina, la torta al testo, i cartocci di pesce fritto, il lampredotto per cui si può diventare pazzi, bocconi di carne alla griglia, scodelle di stufato preparato secondo la storia sangiovannese. La musica sarà assicurata dalla Sciacchetrà street band e la filosofia di vita e alimentazione slow sarà garantita dalle esibizioni di diversi cuochi coordinati da Alex Revelli, da gelatieri come Palmiro Bruschi e Riosuke Mogani, pasticcieri come Andrea Bianchini.
E l’indomani, lunedì 18 gennaio alle ore 10, presso l’auditorium della Banca del Valdarno in via Montegrappa 2/b, convegno dal titolo chiaro chiaro: Il cibo della strada nell’alta ristorazione. Con il sottoscritto, saranno presenti Fabio Picchi, Edi Sommariva, Marco M.Rossetti, Giuseppe Calabrese, Alessandro Maurilli e Alex Revelli. Info: valeria@miva.it».

Troppa trippa? Mai abbastanza

9 novembre 2009

TroppaTrippaIl mondo si divide in due: chi ignora e chi sa. Il piacere profondo di cui sono capaci questi ultimi è incommensurabilmente superiore alle tiepide soddisfazioni provate dai primi. Questa verità s’impone addirittura lapalissiana, quando la conoscenza riguarda le infinite delizie offerte alla tavola dal quinto quarto. Chi le ignora, si perde un pezzo rilevante del totale gustativo. Chi non le conosce, considera edibili solo i muscoli, disprezzando altri organi che svolgono funzioni altrettanto vitali e che sono altrettanto buoni da mangiare, ma diversi. Volendo azzardare equazioni, se “solo muscolo, null’altro che muscolo” = omologazione, allora “muscolo & quinto quarto” = esaltazione della varietà e della differenza. Non è solo una questione ludica, ma anche etica: W le pari opportunità. Per i fortunati che conoscono e apprezzano la trippa e altre gustose interiora, Indro Neri ha scritto un libretto piacevole e utile, coerentemente avvolto in carta da macellaio.

Troppa trippa presenta un’ampia compagine di ricette provenienti da tutte le regioni italiane, dimostrando, se mai ce ne fosse bisogno, che rumine, reticolo, omaso e abomaso – i quattro stomachi bovini – godono di una grande reputazione nella cultura culinaria del Bel Paese. La parte del leone la fa la Toscana, terra dell’autore e del lampredotto, con oltre trenta ricette. Seguono a buona distanza il Piemonte e la Lombardia della busecca. Alle ricette si alternano di tanto in tanto inserti che narrano di tradizioni locali, aggiungendo ulteriori tocchi di colore al sapido contenuto del libro, che si può acquistare per 10 euro andando su questo sito. I più appassionati dell’argomento potranno con gusto andare anche sul blog di Neri, trovandovi post su mille aspetti di questo affascinante tema.

Saporìe, tripudio di assaggi

2 ottobre 2009
Gianpiero Giordani (in maglietta azzurra), l'organizzatore di Saporìe, con l'agguerritissima squadra di Mercato Saraceno

Gianpiero Giordani (in maglietta azzurra), l'organizzatore di Saporìe, con l'agguerritissima squadra di Mercato Saraceno

Il mio solo rimpianto è quello di esserci rimasto per poche ore. Era umanamente impossibile assaggiare le oltre 85 specialità offerte dai numerosi banchi siciliani, campani, emiliani e romagnoli di piazza della Libertà a Cesena. Dovevo restar lì almeno per quattro pasti per riuscirci e invece domenica 27 settembre ho dovuto accontentarmi di Penne alla Norma e Mpanate dal banco Catania/Siracusa; Mangiamaccheroni e Babà dal banco napoletano di Antonio Tubelli; Guson fret (crescione fritto) e Piadina con squacquerone e fichi caramellati di Mercato Saraceno (FC), Pesce fritto al cono di Cesenatico, Zambudello (salsiccia matta aromatizzata), Schiaccina fritta e Pan Santo di Bagno di Romagna, annaffiati da un paio di bicchieri di Vigna del Gelso 2008, il Sangiovese di Romagna Superiore della Cantina Braschi, e conclusi da un caffè Huehuetenango preparato alla turca dal papà di Enrico Maltoni, celebre collezionista di macchine da caffè.

Tutto buonissimo, naturalmente, come sempre accade nelle manifestazioni orchestrate da Gianpiero Giordani. Esistono, però, i gusti personali, e allora non posso esimermi da ricordare con commozione le soffici Mpanate al salame, il gustosissimo piatto di Mangiamaccheroni – vermicelloni cotti in brodo e mantecati in padella con formaggio –, il celestiale Guson fret con ripieno di verdure e l’archetipo della salsiccia, lo Zambudello all’aglio.

Venire a Cesena è stata l’occasione per rivedere Leonardo Torrini, grande trippaio fiorentino che sembra un moschettiere, qui in vacanza come anche Francesco Biasi, anima della condotta Slow Food di Valle d’Itria (BA), espertissimo di bombette, Antonio Tubelli, che mi ha concesso un po’ del suo tempo tra un fornello e l’altro, e naturalmente l’ospitalissimo padrone di casa, Gianpiero, che in quest’occasione mi ha fatto conoscere Romano Lucchi, animatore dell’associazione Band Selvaggia di S. Romano di Mercato Saraceno, già ristoratore professionista e autore del magnifico guson fret e della piadina da dessert.

25-26-27 settembre: non perdetevi Saporìe

21 settembre 2009

logoSaporìeUno dei motivi per cui amo Cesena è che, forse, è la città più ospitale per il cibo di strada. Dal 2000 organizza ad anni alterni interessanti e sapide manifestazioni, irrinunciabili per chi ama la ristorazione on the road. Se l’anno scorso era il turno del Festival del Cibo di Strada, quest’anno dal 25 al 27 settembre toccherà a Saporìe.

Tre sono le regioni coinvolte: Sicilia, Campania ed Emilia-Romagna, probabilmente le tre aree italiane più vocate a questo tipo di ristorazione. Alcuni degli artigiani migliori delle tre regioni faranno a gara, nei chioschi appositamente allestiti in piazza della Libertà, per soddisfare l’appetito e la curiosità dei convenuti, preparando in maniera magistrale le gustose specialità del loro repertorio. Orario: ven 19-22, sab 12-Notte della Cultura, dom 12-22.

Per quanto mi riguarda non perderò la ghiotta occasione di riprovare a un paio d’ore da Milano arancine e panelle sicule, pizze a libretto e crocchè napoletani, torta fritta e crescioni emiliano-romagnoli. Un grazie a tutti gli organizzatori, in testa ai quali c’è la solidissima e divertita professionalità di Gianpiero Giordani della Confesercenti Cesenate, fiduciario Slow Food di Cesena.

Per info varie, compreso dove dormire in zona prezzi potabili:  http://www.cibodistrada.com/

Cornovaglia, la patria del pasty

21 settembre 2009
ThLizPastyShop

"The Lizard Pasty Shop" © 2005 André Ellis

Anni fa mi ero fatto procurare da un amico inglese Cornucopia, lo spiritoso libro in cui Paul Richardson scandaglia tutte le regioni della Gran Bretagna a caccia delle loro diverse identità gastronomiche. Sì: perché anche la perfida Albione ha una cucina, checché ne pensiate.
Secondo Richardson, uno dei vanti della Cornovaglia è il pasty, probabilmente la forma più riuscita dello street food made in Britain. L’autore indica anche quella che secondo lui è la migliore produttrice di pasties: Ann Muller, di The Lizard. Una figlia d’arte, perché sua madre Hettie Merrick è l’autrice di The Pasty Book. Erano anni che volevo provarlo. Quest’anno non ho resistito e sono andato in Cornovaglia, fino a The Lizard. Leggi il seguito di questo post »


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