Ritorno a scrivere dopo millenni sul blog, grazie alla curiosità di Mario Palotta, che mi chiede notizie sui bomboloni romagnoli. Quello nell’immagine è stato fotografato fresco fresco a Rimini un paio di giorni fa, su mia richiesta, da Rossana Riccardi (a proposito: grazie Ross!).
Ebbene, che cos’è un bombolone? Come si vede, né più, né meno che un Krapfen, una pasta lievitata dolce di origine austriaca, fritta, spolverata di zucchero e di solito ripiena di crema pasticciera (o crema al cioccolato, o marmellata). In Toscana (in particolare a Montespertoli) e in Romagna sono molto diffusi e in entrambe le aree sono conosciuti con questo nome. In Riviera c’è anche la consolidata tradizione del bombolone delle due di notte: usciti dal cinema, dal teatro, dalla discoteca, si va al forno a mangiarli caldi, appena fatti. Una goduria.
Le domande che nascono a questo punto sono due. La prima: come mai una specialità del mondo austro-tedesco è diventata un classico anche da noi? Rispondo con un’illazione. Per me c’è lo zampino degli austriaci, presenti nel Granducato di Toscana a partire dal 1737, dopo la morte di Gian Gastone de’ Medici. Il Granducato comprendeva, fra l’altro, anche una parte dell’attuale Romagna. Penso probabile quest’origine, per analogia con un’altro trapianto dall’Austria alla Toscana: i semelli, panini fiorentini con un taglio longitudinale, che sono pressoché identici ai Semmel austriaci.
L’altro quesito è: come mai hanno assunto questo nome? Qui l’illazione è ancora più semplice. Bombolo è l’appellativo scherzoso che in Toscana e anche in Romagna si dà a una persona piccola e grassa, perché la radice bomb- allude a qualcosa di forma sferoidale. Proprio come un bombolone.
21 marzo 2011 alle 13.01 |
Grazie Sinislao per queste notizie, ti preciso il mio cognome Palotta.
Non ricordando bene il dialetto, considero queste tue notizie cone;
un amarcord di quando ero bambino.
Ringraziandoti per l’impegno, un cordiale saluto.
mario palotta